Il Comandante compie 82 anni.

Felicidades Fidel!

Riporto qui le ultime riflessione del Comandante, che spaziano dall'economia, al conflitto in Ossezia, alle Olimpiadi.
Come sempre una visione più lucida di molti analisti occidentali...
LE RIFLESSIONI DI FIDEL
Carne da cannone per il mercato
Forse alcuni governi ignorano i dati concreti e per tale motivo ci è parso molto utile il messaggio di Raúl a proposito dell’atteggiamento di Cuba.
Specificherò gli aspetti che non si possono affrontare in una dichiarazione ufficiale precisa e breve.
Il governo di Georgia non avrebbe mai mandato le sue forze armate contro la capitale della Repubblica Autonoma dell’Osetia del Sud all’alba dell’8 agosto, per quel che ha definito “ristabilimento dell’ordine costituzionale”, senza un accordo precedente con Bush, che nello scorso mese d’aprile, a Bucarest, si è impegnato a dare il suo appoggio al presidente Saakashvili per l’entrata della Georgia nella NATO, ossia una sorta di pugnale ben affilato da piantare nel cuore della Russia. Molti Stati europei che appartengono alla citata organizzazione militare sono preoccupati seriamente per la manipolazione irresponsabile del tema delle nazionalità, carico di conflitti potenziali, che nella stessa Gran Bretagna potrebbero provocare la disintegrazione del Regno Unito.
La Iugoslavia fu sciolta con questa via; gli sforzi di Tito per evitarlo divennero inutili dopo la sua morte.
Perché accendere una polveriera del Caucaso? Quante volte andrà la gatta al lardo prima di lasciarci lo zampino? La Russia è una potenza nucleare. Possiede migliaia di armi di questo genere. Va ricordato che l’economia dell’Occidente ha sottratto illegalmente da questo paese più di 500 miliardi di dollari. Se la Russia non rappresenta più lo spettro del comunismo; se ormai non punta direttamente contro gli obiettivi militari e strategici dell’Europa le sue 400 e più piattaforme nucleari, smantellate dopo la scomparsa della URSS, perché ora vogliono circondarla con uno scudo nucleare?
Anche il Vecchio Continente ha necessità di pace.
Le truppe russe che si trovavano in Osetia del Sud svolgevano una missione di pace riconosciuta internazionalmente: non sparavano contro nessuno.
Come mai la Georgia ha scelto l’8 agosto, il giorno dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino per occupare Tsjinvali, la capitale della Repubblica autonoma? Quel giorno quattro miliardi di persone in tutto il pianeta guardavano alla TV il meraviglioso spettacolo con il quale la Cina ha inaugurato le Olimpiadi.
Il popolo degli Stati Uniti è stato l’unico che non ha potuto usufruire quel giorno della trasmissione in diretta dell’incoraggiante festa d’amicizia tra tutti i popoli del mondo rappresentata in quella sede.
Il monopolio sui diritti di trasmissione era stato acquistato da un canale TV, pagato 900 milioni di dollari, che desiderava ottenere il massimo del beneficio commerciale per ogni minuto di trasmissione. Le imprese concorrenti si sono prese la rivincita diffondendo le notizie della guerra nel Caucaso, che non erano esclusive.
I rischi di un conflitto serio minacciavano il mondo.
Bush ha potuto ammirare lo spettacolo come ospite ufficiale. Domenica 10, cioè, due giorni e mezzo dopo, lo si vedeva ancora agitando bandiere, simulando d’essere un leader della pace e preparato a festeggiare le vittorie degli eccellenti atleti nordamericani che, ai suoi occhi abituati a calpestare qualsiasi cosa , li vedevano come un simbolo del potere e della superiorità dell’impero.
Nei suoi momenti di riposo, intratteneva lunghe conversazioni con i funzionari subordinati a Washington, minacciava la Russia e incoraggiava discorsi umilianti per questo paese, tramite il rappresentante degli Stati Uniti nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Alcuni degli ex paesi del campo socialista, oppure parte della stessa URSS, agiscono oggi come protettorati degli Stati Uniti. I loro governi, spinti da un odio irresponsabile contro la Russia, come la Polonia e la Repubblica Ceca,
sono schierate in una posizione di totale accordo con Bush e sull’attacco a sorpresa contro la Osetia del Sud compiuto da Saakashvili, un avventuriero con una strana storia, nato nel socialismo a Tbilisi, la capitale del suo paese, laureato in diritto in un’università di Kiev e quindi specializzato a Strasburgo, New York e Washington.
Esercitava la sua professione a New York.
Si presenta come un georgiano occidentalizzato, ambizioso ed opportunista.
È ritornato nel suo paese appoggiato dagli yankee ed ha pescato nel torbido della disintegrazione dell’Unione Sovietica.
È stato eletto Presidente della Georgia nel gennaio del 2004.
Questo paese, dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, è quello che ha più soldati nella guerra contro l’Iraq e non lo fa per spirito internazionalista.
Cuba, per due decenni circa, ha inviato centinaia di migliaia di combattenti a lottare per l’indipendenza, contro il colonialismo e l’apartheid in Africa e non ha mai cercato combustibili, materie prime o plusvalore: i cubani erano volontari.
Ecco come si è forgiato l’acciaio dei nostri principi.
In Iraq i soldati georgiani appoggiano solamente una guerra che è costata a quel popolo centinaia di migliaia di vite e milioni di danneggiati.
Quali ideali sono andati a difendere?
È assolutamente logico che cittadini d’Osetia del Sud non vogliano essere inviati come soldati a combattere in Iraq o in altri punti del pianeta al servizio dell’imperialismo.
Saakashvili, da sé, non si sarebbe mai spinto nell’avventura d’inviare l’esercito georgiano in Osetia del Sud, in uno scontro con le truppe russe presenti nel paese come forze di pace.
Non si può giocare con la guerra nucleare o premiare la fornitura di carne da cannone per il mercato.
La presente riflessione era già fatta, quando Bush ha parlato alle ore 17 e 30 , ora di Cuba. Nulla smentisce quello che ho analizzato; di fatto la guerra mediatica del governo degli Stati Uniti è sempre più intensa. È sempre la stessa manovra concepita in anticipo, che non inganna nessuno.
I russi hanno dichiarato con assoluta chiarezza che la ritirata degli invasori sino al loro punto di partenza è l’unica soluzione decorosa possibile.
Speriamo che i Giochi Olimpici continuino senza interruzioni per una gravissima crisi.
La partita di pallavolo femminile contro una buona squadra degli Stati Uniti è stata tremenda e il baseball non ha ancora cominciato.
E noi ci affidiamo alle riflessioni di Riotta al TG1... Che amarezza!