lunedì, 18 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 18, 2008 21:29
category: personale, televisione, europa, america latina, cuba, olimpiadi
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Volti, immagini, parole da Pechino. Nonostante il fuso orario che ruba ore al sonno, a me piace lanciare uno sguardo verso Oriente in questi giorni. E non solo in attesa delle finali più sentite o degli sport più popolari.

E facile ricordare l'impresa e la spavalderia di Bolt (sarà verà gloria?), l'espressività facciale (pari ad un battiscopa) di Phelps...

Io ho impressi ben altri volti:

Guo Jingjing, fenomenale dal trampolino 3 metri.

Una coordinazione che rasenta la perfezione.

E un viso, che liberato dalla tensione della gara rivela tratti da sogno.


Nataliya Dobrynska
, campionessa olimpica di eptathlon.

Disciplina, sforzo, coordinazione, adattabilità e non solo...

Credo che questa disciplina meriti maggiori attenzioni.

C'è bisogno di spiegare perchè?



Yelena Isinbayeva, la zarina del salto con l'asta femminile.

Non potrà arrivare alle misure di Bubka, ma me ne farò una ragione.

Certo, questa disciplina mi ha sempre lasciato il tremendo dubbio che con un'asta più lunga ad ogni prova, i record mondiali crollerebbero ogni cinque minuti...

Credo che dovrò studiarmi le regole...

E per ultima, Leryn Franco.

Paraguayana, lanciatrice di giavellotto.

Giuro che è vero, c'ho le prove!



Forse non vincerà l'oro. Intanto ha già vinto Miss Bikini Universo.

E questi erano i volti (oddio, i volti e non solo) che mi hanno affascinato.

Poi c'è chi mi ha commosso:




Liu Xiang. Il suo allenatore. I suoi tifosi.

Un paese nel dramma per l'atleta più atteso. Una specie di tragedia nazionale e lacrime amare che scorrono copiose.

Un'attesa di 4 anni, una pressione insostenibile ed il senso di impotenza e di vergogna che coglie indistintamente tutti.

Farebbe bene anche a molti italici pedatori milionari un bagno d'umiltà in Cina!

Mi consola il fatto che l'uscita di scena di Liu Xiang favorisce notevolmente il cubano Dayron Robles che è già detentore del record mondiale sulla distanza dei 110 ostacoli e che insegue l'oro per l'orgoglio di una Nazione.

Cuba che tra l'altro ha conquistato 2 argenti (Barrios e Gonzales) ed un bronzo (Camejo) anche oggi, portando il medagliere a quota 11.

Nel frattempo la nazionale di baseball conquista la sesta vittoria consecutiva mentre la boxe ha già portato tre atleti nelle semifinali mentre altri quattro cercheranno di superare lo scoglio dei quarti per sognare almeno quella semifinale, che garantisce una medaglia olimpica...

Credo che certi numeri siano qualcosa di cui i cubani possano andare fieri...

domenica, 17 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 17, 2008 19:29
category: politica, italietta, terrorismo, personale, propaganda, video, antifascismo, simpatici italiani
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...e dunque... il Presidente del consiglio in pieno fase auto-celebrativa, ci ricorda i "miracoli" del proprio governo nei primi 100 giorni... Il ministro degli Interni in piena fase orgasmica ci ricorda che i militari hanno contributo all'arresto di ben 37 persone in 10 giorni (sticazzi, direi io. Che la media nazionale è ben maggiore, anche senza militari!)

Nel frattempo il resto d'Europa ci prende sottilmente per il culo per lo strano concetto di ordine e legalità che si risolve soprattutto in divieti assurdi ed inutili.

Ora, passi che ci sfottano i francesi o gli inglesi... ma che debbano essere anche gli svizzeri ad approfittare della dabbenaggine dei nostri governanti...


Da TicinoNews: L'Italia in piena "febbre dei divieti"

Berlusconi aveva promesso di lottare contro l'insicurezza. Risultato: una valanga di misure estreme che nei piani del Governo dovranno mettere fine al disordine

A Roma non si può più cantare "Quanto sei bella Roma" sotto il Colosseo. A Novara e Voghera è illegale chiacchierare di sera in un parco pubblico con piu' di due persone alla volta. Ad Alassio, Taormina, Venezia, Capri, Forte dei Marmi e Riccione è vietato girare a torso nudo fuori dalla spiaggia. A Capri è vietato anche camminare con gli zoccoli o sedersi sulle scalette della piazza, in piazza o in spiaggia a mangiare un sandwitch. Stesso divieto a Firenze e a Venezia. In un'infinità di spiagge italiane è vietato giocare con un pallone. A Forte dei Marmi sono riusciti anche a vietare i massaggi in spiaggia. A Prato è vietato sputare per terra, e se lo fai rischi una contravvenzione di 116 euroA Cernobbio (Como) i nuovi residenti e i nuovi sposi devono accettare un'ispezione igienico-sanitaria della loro casa. A Vicenza maximulte anti-bivacco, da 350 a 500 euro, per camper e roulotte che trasformano la loro sosta, appunto, in un bivacco. A Genova da nei carrugi del centro storico non si può più passeggiare con una bottiglia o una lattina di bevande alcoliche in mano, pena una multa che va dai 25 ai 500 euro. A Padova, per "tutelare il decoro" il primo cittadino Zanonato fa multare i clienti di prostitute che intralciano il traffico. Ed il catalogo dei divieti potrebbe continuare all’infinito.

Il risultato? Un catalogo di divieti - che perlopiù sembrano assolutamente insensati e deliranti - distribuiti a macchia di leopardo sul territorio. E così, per i tanti turisti ticinesi, ma anche per gli italiani in villeggiatura, servirebbe una bella guida ai divieti comunali d'Italia da mettere nelle valigie prima di partire.

Dopo la firma, in giugno, del decreto che allarga i poteri dei sindaci in materia di sicurezza - che fa parte del “pacchetto sicurezza” voluto da Silvio Berlusconi che include anche la “legge blocca-processi” sulla sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato tanto cara allo stesso premièr - i vari sindaci italiani si stanno sbizzarrendo ad inventarsi i divieti più disparati con il pretesto di ristabilire l’ordine pubblico.

Assurdo nell’assurdo: nessuno di questi divieti è segnalato. E così fioccano le prime multe. A Roma, per esempio, due turisti indiani hanno ricevuto una multa di 50 euro, pagabili in 60 giorni, per aver mangiato dei panini al Foro romano. Stessa multa per tre tunisini che stavano facendo un picnic sulle scale di Piazza di Spagna. Una tendenza lanciata da Berlusconi

Vietato fare il bagno nelle fontane monumentali, vietato fare fotografie in piscina. Come mai dei divieti così estremi? La risposta: Silvio Berlusconi. Un Berlusconi che, nel corso della campagna elettorale di questa primavera, sedusse gli italiani con un discorso sulla sicurezza. E, al momento della vittoria, il 14 aprile, confermò che avrebbe mantenuto la promessa: il suo Governo avrebbe lottato contro l’immigrazione e contro la delinquenza, definite - scimmiottando George W. Bush - “le armate del male”.

Dalle promesse al decreto sicurezza il passo è stato breve. E così lunedì 4 agosto tre mila soldati sono stati inviati a dare sostegno alla polizia nelle zone dette “a rischio” di diverse città italiane (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona) così da ristabilirci l’ordine. Il piano è stato orchestrato da due Ministeri: Interni (della Lega di Bossi) e Difesa (in mano all’Alleanza nazionale postfascista di Fini). Nell’ambito di un grande progetto di demagogia della sicurezza in Italia si sono insomma militarizzate le città. E così oggi, seguendo la via tracciata da Berlusconi, i sindaci italiani stanno legiferando a più non posso per assicurare la sicurezza del Paese. Ma in Italia già c’è chi grida al fascismo. “Nemmeno il Duce ha vietato agli italiani di riunirsi in più di due alla volta”. E la paura, in Italia, è che ora che la deriva estremista si faccia sempre più dilagante.

Per le prossime mosse, consiglio agli amministratori locali fino a salire ai gradi più alti, la visione di questo cult movie:



Aspettiamo il prossimo sindaco che ci obblighi a cambiare la biancheria intima ogni 30 minuti da indossare sopra i vestiti. Per controllare. Conoscete il discorso del decoro, no?

Mentre perchè la lingua ufficiale diventi lo svedese dobbiamo aspettare le mosse del governo.

Ci si può affidare solo al laconico commento finale:

"Chi è che vende le camicie di forza?"

giovedì, 14 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 14, 2008 14:18
category: personale, televisione, cuba, olimpiadi
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Prima medaglia d'oro per Cuba alle Olimpiadi di Pechino.

Dopo 2 bronzi (Arencibia e Cruz) e 3 argenti (Bermoy, Hernadez e Castillo), tocca a Mijain Lopez conquistare il primo posto nella lotta greco-romana cat. 120 kg.

Ha sconfitto, scopro proprio ora, il precedente campione olimpico Baroev. Non certo un principiante...

Mijain, nato a Pinar del Rio il 20 agosto del 1982, più volte campione del mondo di specialità e pluricampione ai giochi Pan-americani, con questa medaglia d'oro migliora il 5° posto di Atene 2004

Ti faccio i complimenti Mijain, mostrando qualche scorcio delle tue bellissime zone d'origine.


 



Pinar del Rio, la Valle de
Viñales e i suoi mogotes, Punta Maria la Gorda... Spettacoli che solo Cuba con la sua atmosfera può rendere unici.

Cuba, intanto, solo con il judo e la lotta greco-romana porta 6 medaglie a casa. 

Grandi aspettative sul baseball e sulle varie discipline dell'atletica in cui Cuba ha sempre dimostrato ottime individualità...


Hasta la victoria siempre. In questo caso... mi pare il minimo!

P.S. Aggiornamento fresco fresco...

Nel baseball, dopo Giappone e Canada, Cuba sconfigge anche gli Stati Uniti. Che sia di auspicio...

Qui, dal Granma, il commento alla vittoria di Lopez nella finale.

E nel frattempo sempre il judo porta un altro argento (Ortiz) e un altro bronzo (Brayson) nel carniere.

Benissimo si stanno comportando gli atleti cubani nella boxe.

Credo che anche da quella specialità verrà qualcosa di buono...


mercoledì, 13 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 13, 2008 12:14
category: politica, ricorrenze, terrorismo, personale, televisione, america latina, cuba, asia, americani
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Il Comandante compie 82 anni.


Felicidades Fidel!


Riporto qui le ultime riflessione del Comandante, che spaziano dall'economia, al conflitto in Ossezia, alle Olimpiadi.

Come sempre una visione più lucida di molti analisti occidentali...

LE RIFLESSIONI DI FIDEL

Carne da cannone per il mercato


Forse alcuni governi ignorano i dati concreti e per tale motivo ci è parso molto utile il messaggio di Raúl a proposito dell’atteggiamento di Cuba. 

Specificherò gli aspetti che non si possono affrontare in una dichiarazione ufficiale precisa e breve.

Il governo di Georgia non avrebbe mai mandato le sue forze armate contro la capitale della Repubblica Autonoma dell’Osetia del Sud all’alba dell’8 agosto, per quel che ha definito “ristabilimento dell’ordine costituzionale”, senza un accordo precedente con Bush, che nello scorso mese d’aprile, a Bucarest,  si è impegnato a dare il suo appoggio al presidente Saakashvili per l’entrata della Georgia nella NATO, ossia una sorta di pugnale ben affilato da piantare nel cuore della Russia.  Molti Stati europei che appartengono alla citata organizzazione militare sono preoccupati seriamente per la manipolazione irresponsabile del tema delle nazionalità, carico di conflitti potenziali, che nella stessa Gran Bretagna potrebbero provocare la disintegrazione del Regno Unito. 

La Iugoslavia fu sciolta con questa via; gli sforzi di Tito per evitarlo divennero inutili dopo la sua morte. 

Perché accendere una polveriera del Caucaso?  Quante volte andrà la gatta al lardo prima di lasciarci lo zampino? La  Russia è una potenza nucleare.  Possiede migliaia di armi di questo genere.  Va ricordato che l’economia dell’Occidente ha sottratto illegalmente da questo  paese più di 500 miliardi di dollari. Se la Russia non rappresenta più lo spettro del comunismo;  se ormai non punta direttamente contro gli obiettivi militari e strategici dell’Europa le sue 400 e più piattaforme nucleari, smantellate dopo la scomparsa della URSS, perché ora vogliono circondarla con uno scudo nucleare? 

Anche il Vecchio Continente ha necessità di pace.

Le truppe russe che si trovavano in Osetia del Sud svolgevano una missione di pace riconosciuta internazionalmente: non sparavano contro nessuno. 

Come mai la Georgia ha scelto l’8 agosto, il giorno dell’inaugurazione dei  Giochi Olimpici di Pechino  per occupare Tsjinvali, la capitale della Repubblica autonoma?  Quel giorno quattro miliardi di persone in tutto il pianeta  guardavano alla TV il meraviglioso spettacolo con il quale la Cina ha inaugurato le Olimpiadi. 

Il popolo degli Stati Uniti è stato l’unico che non ha potuto usufruire quel giorno della trasmissione in diretta dell’incoraggiante festa d’amicizia tra tutti i popoli del mondo rappresentata in quella sede. 

Il monopolio sui diritti di trasmissione era stato acquistato da un canale TV,  pagato 900 milioni di dollari, che desiderava ottenere il massimo del beneficio commerciale per ogni minuto di trasmissione.  Le imprese concorrenti si sono prese la rivincita diffondendo le notizie della guerra nel Caucaso, che non erano esclusive.

I rischi di un conflitto serio minacciavano il mondo.

Bush ha potuto ammirare lo spettacolo come ospite ufficiale.  Domenica 10, cioè, due giorni e mezzo dopo, lo si vedeva ancora agitando bandiere, simulando d’essere un leader della pace e preparato a festeggiare le vittorie degli eccellenti atleti nordamericani che, ai suoi occhi abituati a calpestare qualsiasi cosa , li vedevano come un simbolo del potere e della superiorità dell’impero. 

Nei suoi momenti di riposo, intratteneva lunghe conversazioni con i funzionari subordinati a Washington, minacciava la Russia e incoraggiava discorsi umilianti per questo paese, tramite il rappresentante degli Stati Uniti nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Alcuni degli ex paesi del campo socialista, oppure parte della stessa URSS, agiscono oggi come protettorati degli Stati Uniti.  I loro governi, spinti da un odio irresponsabile contro la Russia, come la Polonia e la Repubblica Ceca,

sono schierate in una posizione di totale accordo con Bush e sull’attacco a sorpresa contro la Osetia del Sud compiuto da Saakashvili, un avventuriero con una strana storia, nato nel socialismo a Tbilisi, la capitale del suo paese, laureato in diritto in un’università di Kiev e quindi specializzato a Strasburgo, New York e Washington. 

Esercitava la sua professione a New York. 

Si presenta come un georgiano occidentalizzato, ambizioso ed opportunista. 

È ritornato nel suo paese appoggiato dagli yankee ed ha pescato nel torbido della disintegrazione dell’Unione Sovietica. 

È stato eletto Presidente della Georgia nel gennaio del 2004.

Questo paese, dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, è quello che ha più soldati nella guerra contro l’Iraq e non lo fa per spirito internazionalista. 

Cuba, per due decenni circa, ha inviato centinaia di migliaia di combattenti a lottare per l’indipendenza, contro il colonialismo e l’apartheid in Africa e non ha mai cercato combustibili, materie prime o plusvalore: i cubani  erano volontari. 

Ecco come si è forgiato l’acciaio dei nostri principi. 

In Iraq i soldati georgiani  appoggiano solamente  una guerra che è costata a quel popolo centinaia di migliaia di vite e milioni di danneggiati. 

Quali ideali sono andati a difendere? 

È assolutamente logico che cittadini d’Osetia del Sud non vogliano essere inviati come soldati a combattere in Iraq o in altri punti del pianeta al servizio dell’imperialismo.

Saakashvili, da sé, non si sarebbe mai spinto nell’avventura d’inviare l’esercito georgiano in Osetia del Sud, in uno scontro con le truppe russe presenti nel paese come forze di pace. 

Non si può giocare con la guerra nucleare o premiare la fornitura di carne da cannone per il mercato.

La presente riflessione era già fatta, quando Bush ha parlato alle ore 17 e 30 , ora di Cuba.  Nulla smentisce quello che ho analizzato; di fatto la guerra mediatica del governo degli Stati Uniti è sempre più intensa.  È sempre la stessa manovra concepita in anticipo, che non inganna nessuno.

I russi hanno dichiarato con assoluta chiarezza che la ritirata degli invasori sino al loro punto di partenza è l’unica soluzione decorosa possibile. 

Speriamo che i Giochi Olimpici continuino senza  interruzioni per una gravissima crisi. 

La partita di pallavolo femminile contro una buona squadra degli Stati Uniti è stata tremenda e il baseball non ha ancora cominciato.



E noi ci affidiamo alle riflessioni di Riotta al TG1... Che amarezza!


domenica, 10 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 10, 2008 22:58
category: politica, terrorismo, personale, televisione, europa, asia, americani
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Confesso di ignorare cosa sia veramente successo fa Georgia e Russia. Dalla fine dell'URSS, l'area per me ha perso interesse.

Mi limito ai fatti.

La Georgia ha bombardato l'Ossezia del Sud provocando uno sterminio e migliaia di profughi.

La Russia è intervenuta in aiuto dell'Ossezia che è enclave filo-russa in Georgia.

La Georgia spinge per entrare nella Nato e i suoi militari sono addestrati dagli americani e armati da Ucraina ed Israele.

Il TG della sera ci rende partecipi che i carri armati russi sono stati accolti fra gli applausi della gente.

La Georgia ha chiesto la tregua.

Se la matematica non è un'opinione... La Georgia ha scatenato una guerra, poi si è accorta d'aver fatto una cazzata e ora tenta di salvare la faccia.

E io mi chiedo: le aspirazioni autonomiste di regioni a maggioranza russa devono valere meno di quelle degli albanesi in Kosovo?

La farsa dell'indipendenza del Kosovo aveva un paio di padri (Europa e Stati Uniti). La Serbia si è vista rubare la propria terra per difendere gli interessi della NATO (leggasi USA) nei Balcani.

Ma la Russia non è la Serbia. E non ci sta. Tendenzialmente io sto dalla parte dei russi.

Questa guerra è combattuta da eserciti palesi ed eserciti occulti.

Solo i morti sono veri, purtroppo...

domenica, 10 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 10, 2008 12:44
category: politica, personale, televisione, america latina, cuba
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E dunque, per Tai Aguero finisce nella maniera più triste e beffarda. Arriva il visto ma l'atleta non fa in tempo a rientrare a Cuba prima della morte di sua madre.

Potremmo fermarci qui, basterebbe questo, per osservare un silenzio più dignitoso di tante parole fuori luogo.

Purtroppo qualcuno straparla e si fa trascinare dall'emozione. E dalla necessità di giudicare in base ai parametri personali.

A Cuba, giusto o sbagliato che sia, non è ammesso il professionismo. In una realtà di grandi sacrifici e di ristrettezze economiche, come può essere comprensibile solo a chi vive nel contesto dell'area caraibica e non nell'occidente opulento dove tutto ha il suo prezzo, il professionismo rischierebbe di creare tali e tante tensioni sociali ed invidie  da minare alla base l'equilibrio fra le genti.

Gli atleti cubani, in quanto tali, sono e restano già dei privilegiati. Come accade in tutte le società civili. A Cuba, va ricordato, si cresce, ci si allena e si arriva a primeggiare nel mondo in molti campi dell'attività umana e sportiva in generale, grazie all'enorme impegno, anche economico, di uno Stato che pure nei grandi momenti di crisi nulla ha mai tagliato nei fondi destinati allo Sport.

Cubani sono stati fra i migliori pugili, migliori saltatori, migliori fondisti, migliori giocatori di baseball del mondo. La scarsa visibilità mediatica dettata dalla rinuncia alle lusinghe dei soldi stranieri gli ha offerto solo la platea di certe manifestazioni come l'Olimpiade per farli ricordare agli occhi del mondo.

L'atleta cubano è anche il prodotto di questo immenso sforzo nazionale. E tutto questo, giova ricordarlo, senza cercare le facili scorciatoie del doping per cui, ad esempio, americani, italiani e spagnoli riescono ad essere maestri. Che tutto questo sia anche frutto del professionismo?

Per anni gli atleti cubani sono stati immagine ed orgoglio della Rivoluzione. Fior di campioni hanno testimoniato l'attaccamento alla bandiera e ai valori nazionali a costo di rinunciare ai quattrini stranieri, che li avrebbero fatti forse non più famosi di quanto già non fossero ma sicuramente più ricchi!

Purtroppo non è facile far comprendere ed infondere certi valori nello spirito di tutti, specialmente in chi è cresciuto nei momenti più duri del "periodo especial" in cui anche la carta igienica arrivava razionata a Cuba.

L'autentico miracolo cubano nello sport è stato anche questo: riuscire a primeggiare nel mondo, anche nei momenti peggiori, in manifestazioni in cui il medagliere la avvicina ad alcuni colossi mondiali o addirittura, più volte, anche a superare paesi enormemente più ricchi come l'Italia, la Gran Bretagna, l'Australia...

Alcuni atleti hanno scelto di cedere alle lusinghe del denaro e comprendo anche come questa sia una scelta umana. Ma Cuba non poteva e non può veder depauperare il proprio capitale umano o vedersi rubare i migliori atleti attratti dai dollari stranieri.

Abbiamo assistito a casi di vere e proprie compravendite di atleti cubani. Alcuni sono poi tornati a Cuba. Hanno smesso però di allenarsi e hanno dovuto troncare la propria carriera. Lo Stato non li avrebbe più finanziati, ma li ha ugualmente riaccolti fra la propria gente perdonandogli la scelta d'impulso.

Chi sceglie di passare al professionismo sa bene a cosa va incontro. E' una scelta che comporta sacrifici. Anche quello della perdita della propria nazionalità.

Tornando alla vicenda Aguero, l'atleta sapeva che per lei non sarebbe stato possibile pretendere un comportamento di favore. Poteva solo puntare sulla risonanza mediatica offerta dall'Olimpiade e in un certo senso questo è quanto successo. La concessione del visto ad un'atleta, ex nazionale, ex iridata, ex campionessa olimpica finita a giocare per i colori di un'altra nazionale era già un passo importante per le autorità cubane. Purtroppo tardivo ripetto ai tempi che avrebbe richiesto la situazione.

La Aguero, per continuare a coltivare la passione per la pallavolo, non poteva limitarsi a sposare un italiano, cosa che accade a circa mille nostri connazionali ogni anno, e che garantisce il mantenimemto dello status di cubano. Doveva necessariamente rinunciare, credo anche a malincuore, alla propria nazione.

Faccio sommessamente notare che per la Chiesa Cattolica chi divorzia deve rinunciare ad alcuni sacramenti e a suo tempo (ma credo che il discorso sia ancora valido) chi fa professione di comunismo è automaticamente fuori dall'istituzione. Sommessamente, perchè non mi si dica che sono il solito anti-clericale.

Dispiace ovviamente per la conclusione beffarda della vicenda e tutti ci stringiamo alla Aguero in questo momento di gran dolore personale. La speranza è che il nuovo corso di Raul possa aprire Cuba ad una forma di economia mista, magari sul modello se non cinese almeno vietnamita, in cui il flusso di denaro che circola nel paese non costringa più gli atleti a rincorrere i dollari o gli euro ma possa permettergli di vivere, oltre che fra la considerazione nazionale e mondiale anche fra quelle comodità della civiltà occidentale spesso non strettamente necessarie ma che possono essere da stimolo molto di più dei valori di una Rivoluzione che tanto ha dato al popolo cubano e che tanto ancora irrita tanta parte del mondo occidentale per cui la democrazia si giustifica anche in base al modello di auto che ci si può permettere...

P.S. Ricevo proprio ora la mail dell'Asicuba-Umbria con la traduzione della Riflessione del Compagno Fidel sulla situazione degli atleti cubani in procinto di partire per Pechino. Proprio niente da aggiungere:

LA SQUADRA ASSEDIATA

In Cina stanno per iniziare i Giochi Olimpici. Alcuni giorni fa ho
scritto della nostra squadra di baseball. Ho detto che i nostri
atleti affrontavano una prova molto dura e non erano loro che si
meritavano le critiche più forti se qualcosa non andava bene. Ho
riconosciuto le loro qualità ed il loro patriottismo. Erano
demoralizzati per le critiche che giungevano da Cuba.
Poi ho saputo che sembravano molto in forma. Avevano imparato a
mangiare i saporiti cibi coreani usando le bacchette secondo le
usanze dell'oriente asiatico. Il 26 Luglio hanno inviato un vibrante
messaggio patriottico. Senza dubbio, affronteranno con onore la
difficile prova.
Si trovano però nelle stesse condizioni delle squadre di ricche
potenze come gli Stati Uniti ed il Giappone, che gareggeranno contro
Cuba? La prima possiede un numero d'abitanti quasi trenta volte
superiore e la seconda, come minimo undici, non sono bloccate
economicamente ed entrambe dispongono d'enormi ricchezze. Nessuno
gli ruba o gli saccheggia gli atleti.
Il Giappone ha ordinato ai giocatori professionisti di far parte
della squadra olimpica e devono farlo perché così lo decidono i loro
padroni. Questo non ha nulla a che vedere con gli atleti trasformati
in merci.
Gli Stati Uniti, alla vigilia delle Olimpiadi, hanno comprato con i
loro soldi mercenari Alexei Ramírez, il giocatore con il maggior
numero di fuori campo nel nostro Campionato Nazionale del 2007.
L'allenatore della squadra che l'ha acquistato, si vanta di non
sapere in che posizione farlo giocare perché è ben allenato in tutte.
Disgustano i dettagli divulgati dalle agenzie di stampa sulle
attività mercantili che hanno circondato il caso e la ripartizione
dei soldi. In precedenza, avevano comprato il più promettente
lanciatore di Pinar del Río, José Ariel Contreras, seminando così
l'insicurezza e lo sconforto.
Ad Edmonton, in Canada, prima dell'inizio della partita con la
squadra del paese ospite del XXIII Campionato Mondiale Giovanile di
Baseball, si è saputo dell'assenza del lanciatore iniziale, il
mancino Noel Argüelles, e dell'interbase José Antonio Iglesias,
giocatore con una media in battuta superiore a 500.
Il coraggioso lanciatore junior Julio Alfredo Martínez Wong si è
assunto la responsabilità del monte. Era all'ottavo inning, gli
mancava un out, uomini in base e sembrava sfinito. Nel bullpen si
stava scaldando Joan Socarrás Maya, già avvertito di prepararsi ad
entrare in azione. Esteban Lombillo, energico e capace direttore
tecnico della squadra giovanile di Cuba, era già andato al box del
lanciatore. Julio Alfredo, in un impeto di dignità, ha chiesto di
continuare a lanciare:"Questo lo finisco io!" –ha esclamato.
Lombillo, anche lui amareggiato per il vile tradimento, l'ha capito
ed ha avuto fiducia in lui. Julio Alfredo ci ha messo l'anima. Ha
ottenuto l'out che mancava nell'ottavo. Nel nono, ha eliminato i
primi tre battitori, vincendo per un punto contro la squadra canadese.
L'interbase di riserva, Yandy Díaz, ha giocato eccellentemente e con
una battuta ha conquistato le due basi decisive per la vittoria
cubana.
Edmonton si è trasformata in una schifezza. Gli atleti cubani non
sono stati trattati bene. Gode del privilegio d'essere ogni anno la
sede del campionato. Bisognerebbe analizzare se vale la pena di
partecipare.
Non è stato inviato alla manifestazione nemmeno un rappresentante
della stampa cubana. Si conosce tutto in via ufficiosa.
I degni atleti cubani della squadra olimpica di baseball, trattati
eccellentemente dagli anfitrioni coreani, e lo saranno ancora di più
in Cina, dovranno gareggiare nelle sfavorevoli condizioni
precedentemente spiegate. Qualsiasi sarà il risultato, sanno che ciò
che a noi importa è l'onore ed il valore con cui lotteranno.
L'aggressione imperialista non è però solo nel baseball. Qualche mese
fa, una parte della nostra squadra maschile di calcio si è fatta
spingere al tradimento negli Stati Uniti, riducendo le prospettive di
Cuba in questo sport in campo internazionale. È stata corrotta una
judoka olimpica, probabile medaglia d'oro. Comprando i nostri atleti,
ci hanno strappato cinque sicure medaglie d'oro nel pugilato
olimpico.
È una razzia contro Cuba, rubandoci cervelli, muscoli ed
ossa.
A cosa è dovuto il timore dei ricchi e potenti verso la nostra isola,
piccola e bloccata?
Negli scacchi, Leinier Domínguez compete in Svizzera in uno dei più
importanti tornei internazionali.
Alle olimpiadi, che iniziano l'8 agosto, i nostri atleti delle
diverse discipline si batteranno per l'oro con più dignità che mai ed
il nostro popolo godrà delle loro medaglie come in nessun'altra
occasione. I tifosi si ricorderanno allora dei traditori.

Fidel Castro Ruz
31 luglio 2008
12 e 32 p.m.

venerdì, 08 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 08, 2008 20:28
category: politica, personale, america latina, cuba
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Sulla vicenda di Tai Aguero esprimerò il mio parere domani... ora vado di fretta...
mercoledì, 06 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 06, 2008 20:27
category: canzoni, ricorrenze, terrorismo, personale, televisione, asia, americani
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Storia e musica. Perchè della prima va perpetuato il ricordo. E la seconda può aiutare nell'intento.




Enola Gay, you should have stayed at home yesterday
Aha words can't describe the feeling and the way you lied

These games you play, they're gonna end in more than tears someday
Aha Enola Gay, it shouldn't ever have to end this way

It's 8:15, and that's the time that it's always been
We got your message on the radio, conditions normal and you're coming home

Enola Gay, is mother proud of little boy today
Aha this kiss you give, it's never ever gonna fade away

Enola Gay, it shouldn't ever have to end this way
Aha Enola Gay, it shouldn't fade in our dreams away

It's 8:15, and that's the time that it's always been
We got your message on the radio, conditions normal and you're coming home

Enola Gay, is mother proud of little boy today
Aha this kiss you give, it's never ever gonna fade away

Alle 08:15 l'Enola Gay lanciò "Little Boy" sul centro di Hiroshima. L'esplosione si verificò a circa 600 metri dal suolo, con uno scoppio equivalente a 13 chilotoni di TNT, uccidendo sul colpo tra le 70.000 e le 80.000 persone. Circa il 90% degli edifici venne completamente raso al suolo.

   

Qualcosa da aggiungere?


lunedì, 04 agosto 2008
author: PLAYAGIRON @ agosto 04, 2008 22:41
category: politica, terrorismo, personale, televisione, propaganda, europa, america latina, video, cuba, antifascismo, che , censura, americani, giornalisti, inchieste
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Avrei tanti buoni motivi per disinteressarmi del mondo, in questi giorni.

Ma lo special del TG1 di ieri sera non me lo sono perso a costo di rubare minuti preziosi al riposo. S'intitolava "Somos cubanos".  Capirai, un reportage della tv dei democristiani su Cuba. Ero curioso... QUESTO IL LINK

 Sarò sincero, era iniziato male. Apertura con l'ennesimo sbrodolamento sulla blogger Yoani Sanchez, che da Cuba critica il Governo e racconta delle difficoltà che incontra il cubano nel quotidiano.

Ormai mitizzata dai "democratici" di tutto il mondo, resta da capire ancora se tale interesse mediatico sia giustificato dal fatto che la Sanchez critica il Governo (come facciamo anche noi sui blog), se giustificato per il fatto che possa farlo a Cuba (che dovrebbe essere un lager tropicale), se sorprenda il fatto che Castro non l'abbia ancora fatta incarcerare od uccidere (perchè qualcuno si pone anche queste domande!).

Poi si continua sulla falsariga della propaganda anticastrista raccontando di una povertà che peraltro dalle immagini si immagina ma non si vede, considerando le realtà degli altri paesi caraibici...

 Poi il servizio risale un po' nella considerazione generale raccontandoci del Buena Vista Social Club e più in generale della grande cultura musicale cubana.

Purtroppo, sempre restando in ambito musicale, sento nominare la Estefan ( e qui, il cronista si dimentica di ricordare gli intrecci fra la famiglia Estefan, la CIA, la Bacardi e il terrorismo che ha insaguinato Cuba negli ultimi 50 anni) e si finisce su Andy Garcia. Che almeno ha la decenza di parlare in maniera pacata e giustifica la sua scelta di non tornare a Cuba, non condividendo la politica del Governo. Posizione legittima ed equilibrata. Ricordando che nessuno glielo impedirebbe...

Poi la prima grave imprecisione: il cronista ci ricorda che recentemente l'ONU ha condannato l'embargo statunitense contro Cuba. In realtà, verità vorrebbe che si dicesse come almeno altre quindici volte l'ONU avesse già votato questa risoluzione. Cronista, cronista... hai toppato.

 Interessanti, nel frattempo, i pareri di Sepulveda e di Oliver Stone. A seguire, il ricordo su Ernest Hemingway e la perfezione quasi maniacale con cui il governo cubano conserva l'alloggio dello scrittore nella Finca Vigia

Immagini di vita quotidiana, e pareri alquanto personali del cronista sull'illegalità che prospererebbe all'Avana, per cui tutto si trova a patto di pagare in Peso Convertibile. Bella scoperta. Qui da noi, a patto di non chiedere garanzie o scontrini si trova anche l'I-pod... Avete mai girato per le periferie di certe grandi città? Ma a Cuba fa notizia...

E poi LA PERLA: il parere di un italiano (adeguatamente nascosto dai montatori) che vivrebbe da anni Cuba e che vaneggia di una guerra civile (addirittura sanguinosa) al momento in cui certe condizioni dovessero cambiare. Se m'interpellavano, gli davo l'indirizzo di un conoscente, che dagli anni '90 frequenta Cuba 6 mesi all'anno e che avrebbe potuto benissimo dire l'esatto contrario. Ma non avrebbe alzato l'audience.

 Bella l'immagine di Alberto Granado che ricorda il suo viaggio in Sudamerica con il Che e dalla cui storia fu tratto il film "I diari della motocicletta".

E siccome i cubani sono estremamente autoironici, simpatica è anche la barzelletta che ci viene raccontata. Un americano dice ad un cubano: "A voi manca la libertà. Io posso dire anche a Bush cosa penso di lui." E il cubano risentito: "Anche io posso dire a Castro cosa penso di Bush!"

Ovviamente non poteva mancare la dissertazione sulla prostituzione. Come se questa realtà non colpisse il mondo intero. Con persone che nell'occidente civilizzato si prostituiscono non già per avere qualche soldo in più in tasca, ma magari per comprarsi l'ultimo modello di scarpe alla moda...

Intanto l'Ambasciatore italiano a Cuba ci comunica che da anni si registrano matrimoni misti fra italiani e cubane. E che peccato se poi la moglie cubana dopo tre mesi ti torna a casa perchè s'è rotta i coglioni di farti da sguattera e respirare la nebbia della ValPadana, piuttosto che lavorare con la sua laurea e respirare l'aria del Malecon...

Bellissima è la frase del P.R. di un locale all'Avana sugli italiani: "Hanno tutti i vizi nostri".

 Poi un'altra caduta di stile. Parlando di americani e dell'Ufficio Interessi Americani all'Avana, il solerte pennivendolo dimentica di dire che la riduzione dei visti per gli Stati Uniti da 20000 a 2000, come da accordi precedenti, è totalmente a carico dell'amministrazione-Bush. Meglio far credere che ciò dipenda dal liberticida "regime"?

E quante immagini commoventi sui "balseros"... Nessun accenno al fatto che per la "Ley de ajuste cubano" un cubano che arrivi da immigrato clandestino ha maggiori diritti di uno che arrivasse regolarmente...

 E finalmente un accenno ai grandi atleti cubani, dal pugilato, al baseball, al mezzo fondo... E vedremo alle prossime Olimpiadi chi conquisterà più medaglie fra noi e Cuba.



Con l'intervista al Ministro della Cultura Abel Prieto ci viene raccontata la passione dei cubani per la musica classica, la danza e le arti in generale. Grandi danzatori, grandi balletti, ma anche grandi pittori e